Intorno a noi

Ponte Vecchio:

La storia di Brembate, in un certo senso, è un tutt’uno con quella del suo ponte. Si intende, ovviamente, del “ponte

vecchio”, o ponte di San Vittore. Realizzato in corrispondenza di un restringimento della gola del Brembo, sfruttando

una grossa roccia affiorante, molto probabilmente esisteva già in epoca romana. Sembra che un ponte rudimentale

doveva esistere ancora prima, come appare da alcuni importanti ritrovamenti archeologici, sia di epoca romana che

preistorica. Il ritrovamento più significativo si verifica nel 1888, a circa un metro di profondità, durante i lavori per

la costruzione della strada provinciale Osio – Trezzo, durante i quali venne alla luce una necropoli a incinerazione

della fine della I età del Ferro (VI - V secolo prima di Cristo), probabilmente costituita in origine da una quarantina

di tombe. Una necropoli caratterizzata, in modo particolare, da un corredo definito “ricco” e d’importazione,

soprattutto dall’Etruria e dal mondo celtico. Tutti elementi che ci lasciano intuire il ruolo di Brembate venticinque

secoli fa: “un centro d’importanza strategica, lungo una via commerciale” tra la bergamasca e l’area milanese e

comasca, in prossimità di un passaggio obbligato del Brembo. 


Minitalia-Leolandia 

Parco dei divertimenti per grandi e piccini.

 

Fiume Brembo

Il fiume Brembo è un corso d'acqua di 74 km della Lombardia, e scorre completamente nel territorio della Provincia

di Bergamo.

Il Brembo nasce da quattro rami sorgentizi. Il principale sgorga ai piedi del Pizzo del Diavolo di Tenda, presso

l'omonimo laghetto, nelle prealpi Orobiche. A Lenna si può dire che inizi il "vero" Brembo, visto che tutti i rami

sorgentizi che lo formano sono riuniti. Il Brembo prosegue percorrendo la Val Brembana, dove viene alimentato da

diversi corsi d'acqua.

Il Brembo è il maggior affluente dell'Adda per portata, dove finisce il suo percorso nei pressi di Crespi d'Adda,

esattamente tra i comuni di Capriate San Gervasio, Canonica d'Adda e Vaprio d'Adda, sul confine tra le province di

Bergamo e Milano.


Chiesetta di San Vittore


La piccola basilica paleocristiana di San Vittore, detta in Ciel d’Oro, incorporata nella basilica di Sant’Ambrogio,

ricca di mosaici del V secolo, tra cui uno che rappresenta il santo, è stata costruita sulla tomba di San Vittore stesso.

La chiesetta costituita dalla Parte Inferiore che si trova nelle grotte naturali ed è sicuramente anteriore all’anno

1000 e la Parte Superiore costruita intorno all’anno 1500 ed infine la Cappella del Salecì (restaurata nel 2005) che

porta la data 1630 e dove è possibile ammirare un crocifisso in legno di pregevole valore.

San Vittore è un santo martire milanese per il suo servizio militare nella capitale lombarda, ma originario dell’Africa,

dalla Regione detta Mauritania. Le notizie più antiche si hanno da Sant’Ambrogio: il soldato Vittore, divenuto

cristiano, viene imprigionato a Milano, riesce a fuggire e a nascondersi i molti nascondigli tra i quali la grotta di

Brembate; poi, ripreso, viene fatto decapitare a Lodi.

Villa Tasca e Parco


Un altro fiore all’occhiello è Villa Tasca con il suo bel Parco Romantico (appartenuta al pittore e patriota garibaldino

Vittore Tasca 1821-1891).

Questa struttura rinascimentale è stata recentemente riportata al suo splendore ed ospita la Sala Consiliare – la Sala

Civica e la Biblioteca Comunale e prossimamente anche la sede della Pro Loco.

Crespi D’Adda

Crespi d'Adda è sicuramente il più importante esempio di Villaggio Operaio in Italia sia per il perfetto stato di

conservazione sia per l'esemplarità dell'impostazione urbanistica. I Crespi, famiglia di tessitori, iniziano la loro

attività nel 1878. Sapendo che in questa zona vi è molta manodopera disponibile e consapevoli della opportunità di

realizzare un canale industriale lungo l'Adda per sfruttarne l'energia idraulica.

L’idea è di dotare tutti i lavoratori di una villetta, con giardino e orto, e di fornire loro i servizi necessari, dai bagni

pubblici alla scuola, dalla chiesa al campo sportivo, dal dopolavoro al piccolo ospedale. E poi il teatro, lo spaccio

alimentare, i vigili del fuoco, il lavatoio, il corpo bandistico, la colonia estiva, il corso di economia domestica... Il

Comitato per il Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, nella riunione svoltasi a Berlino nel dicembre 1995 ha accettato

Crespi d'Adda nella World Heritage List, la Lista del Patrimonio Mondiale Protetto in quanto “esempio eccezionale

del fenomeno dei villaggi operai".

Di Crespi d'Adda testimonianza unica al mondo di Villaggio Industriale di fine 1800, colpisce soprattutto il fatto che,

al contrario di tutti gli altri villaggi simili, in Italia e nel mondo, abbia mantenuto, insieme all'integrità degli edifici, le

sue funzioni sociali e produttive, accogliendo infatti una comunità viva, con la fabbrica in funzione fino al 2004.


 

Pontevecchio Bed & Breakfast 

Via San Vittore, 18  - 24041 - Brembate (Bg)  - Tel./Fax +39035 801922 – Cell +39 339 6582236

arnoldi.franca@gmail.com